Eccone un'altra, stavolta è la Wind | spacerabbit

Eccone un'altra, stavolta è la Wind

Due sentenze del Tribunale di Venezia danno ragione a uno studio dentistico e a un utente privato, l'azienda deve pagare 14.500 euro

Wind deve risarcire due clienti

Fonte: Il Gazzettino, 14.11.2008 - Autore Gianluca Amadori
Dovrà risarcirli in maniera adeguata i propri clienti, danneggiati a causa di gravi inadempimenti contrattuali. La società Wind Telecomunicazioni spa è stata condannata dal Tribunale di Venezia a versare 12 mila euro ad uno studio dentistico inserito in maniera errata nell'elenco telefonico, e 2500 euro ad un'agenzia immobiliare che restò senza linea telefonica per mesi a causa di una procedura errata adottata nel passaggio ad altro operatore.

Le due sentenze sono state emesse nei giorni scorsi, rispettivamente dal giudice Andrea Fidanzia e dal giudice onorario Luca Trognacara.

Nel primo caso, a rivolgersi al Tribunale è stato lo studio dentistico Tonello di Mestre, il quale ha citato a giudizio la Wind lamentando errori ripetuti negli elenchi telefonici degli anni 2004-2005 e 2005-2006, nei quali era stata sbagliata la ragione sociale dello studio e invertiti i numeri di telefono e fax, rendendo particolarmente difficile ai pazienti entrare in contatto con i dentisti. Nonostante i solleciti attraverso i quali era stato chiesto di correggere l'errore, in particolare sull'elenco accessibile via internet, Wind non pose rimedio alcuno. Lo studio dentistico, di Eugenio, Daniele e Mattia Tonello, chiedeva la condanna della società telefonica al pagamento di 50mila euro.

Il Tribunale ha accertato il grave inadempimento da parte di Wind Telecomunicazioni e ha quantificato il risarcimento, in via equitativa, in 12 mila euro. La società telefonica dovrà pagare anche 5mila euro di spese legali.

La seconda causa è stata avviata dalla Immobiliare San Marco, la quale nel giugno del 2003 rimase per tre mesi senza telefono dopo aver chiesto a Wind la disattivazione della linea per passare con un altro operatore. Davanti al giudice, Wind si è difesa sostenendo che la disdetta non era arrivata via raccomandata, come previsto dal contratto, ma via fax. Il Tribunale ha però ritenuto del tutto insignificante questo particolare in quanto ha accertato che il ritardo nel passaggio ad un altro operatore fu provocato dalla procedura adottata da Wind: invece di procedere a quella che avrebbe consentito il rientro immediato in Telecom, da utilizzare nel caso di cambio di operatore, il gestore telefonico utilizzò la procedura di cessazione standard, come se il cliente avesse rinunciato definitivamente al telefono. In questo modo il nuovo operatore trovò grosse difficoltà per riattivare la linea. Wind dovrà quindi pagare all'Immobiliare 2500 euro, oltre 2500 euro di spese legali. Il giudice Trognacara non ha concesso all'Immobiliare il richiesto risarcimento danni in quanto non ha ritenuto provato il calo di affari lamentato dall'agenzia, la quale sostiene di non essere stata raggiungibile dai propri clienti per tre mesi.

Le due sentenze potranno essere impugnate in appello, ma nel frattempo sono esecutive e Wind dovrà pagare.